La mission dell’Ospedale di Comunità è la soddisfazione dei bisogni della persona, intesa nella sua globalità. In particolare, l’Ospedale si propone di:
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garantire un’adeguata assistenza socio-sanitaria;
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favorire il potenziamento o il mantenimento delle capacità individuali, con particolare attenzione alle funzioni di autonomia nella vita quotidiana;
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promuovere un percorso di crescita relazionale e lo sviluppo dei rapporti sociali.
Particolare attenzione è rivolta alla valorizzazione e al coinvolgimento della rete parentale esistente; gli ambienti e l’organizzazione delle attività di cura devono ispirarsi, per quanto possibile, a un modello di tipo familiare e alla promozione di iniziative di collaborazione con il volontariato attivo.
La visione strategica dell’Ospedale di Comunità è orientata al continuo miglioramento della qualità dell’offerta di cura e assistenza, nel rispetto dei bisogni e delle aspettative del cittadino.
3° piano
VISITE AI PARENTI
In base alle disposizioni aziendali
COLLOQUIO CON I FAMIGLIARI
Dopo circa una settimana dall’ingresso del paziente, viene effettuato un primo colloquio coi famigliari e le figure professionali (medico, coordinatrice e/o case manager) per la condivisione del P.A.I. (Piano Assistenziale Individualizzato).
PER ENTRARE IN O.D.C.
Va realizzata l’U.V.M.D. (Unità di Valutazione Multidimensionale Distrettuale) la cui richiesta può partire:
- dalle UU.OO. di provenienza;
- dall’assistente sociale del comune di residenza;
- dal medico di famiglia.
Obiettivi generali:
- Facilitare la transizione del paziente verso il domicilio.
- Effettuare la riattivazione motoria (NON RIABILITAZIONE) in tutti quei pazienti che hanno perso alcune funzioni di base con la presenza del fisioterapista.
- Supportare la famiglia al fine di una migliore presa in carico domiciliare del loro famigliare.
- Il personale dell’O.d.C, collabora con la Medicina Fisica e Riabilitativa all’eventuale presa in carico del paziente finalizzata alla riattivazione. L'attività, che è eseguita dal dal fisioterapista fino alla dimissione, può esitare con l’eventuale prescrizione di ausili per il domicilio.
- In O.d.C. si attua un piano di educazione del caregiver all'assistenza, cioè di quella persona che si prenderà cura del paziente al domicilio con il supporto del personale infermieristico e OSS.
- In tutto il periodo di ricovero è garantita la presenza del medico per 4.5 ore al giorno per supervisione del quadro clinico.
- La durata del ricovero è al massimo di 30 giorni.
L’Ospedale di Comunità di Adria è collegato con l’Ospedale di Comunità di Trecenta e con L’Unità di riabilitazione estensiva Territoriale (URT) di Adria.
Esiste uno stretto collegamento funzionale con il servizio di Medicina Fisica Riabilitativa (MFR) la cui sezione di degenza è ubicata all’interno del Presidio Ospedaliero Santa Maria Regina degli Angeli di Adria.
L’Ospedale di Comunità si relaziona con gli altri servizi di assistenza territoriale, come l’ADI (Assistenza Domiciliare Integrata) ed i Centri di Servizi (strutture residenziali protette per anziani e disabili).
