Tre nuovi tirocini formativi per favorire l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità
Tre nuove opportunità di inserimento lavorativo per persone con disabilità prendono il via all'Azienda ULSS 5 Polesana grazie al lavoro di rete sviluppato dai servizi territoriali e dal Servizio Integrazione Lavorativa (SIL), nell'ambito del nuovo modello organizzativo previsto dalla Casa di Comunità.
L'attivazione dei nuovi percorsi di tirocinio nasce infatti dalla collaborazione tra il Punto Unico di Accesso (PUA), attivo all'interno della Casa di Comunità, il Servizio Integrazione Lavorativa e i servizi territoriali dell'Azienda, che hanno individuato e accompagnato tre persone appartenenti alle categorie protette verso un percorso formativo finalizzato all'inserimento lavorativo. Grazie a questa sinergia, i tre tirocinanti sono stati inseriti in percorsi formativi all'interno dell'Azienda ULSS 5 Polesana con l'obiettivo di una successiva assunzione, subordinata al positivo superamento del periodo di prova.
L'iniziativa rappresenta un esempio concreto di come il nuovo modello di assistenza territoriale possa trasformare la presa in carico multidisciplinare in opportunità reali per le persone più fragili, integrando assistenza sanitaria, servizi sociali e politiche attive del lavoro. Determinante è stato il ruolo del Servizio Integrazione Lavorativa (SIL), che ha accompagnato ciascun tirocinante lungo tutte le fasi del percorso: dalla valutazione delle competenze personali alla definizione del progetto individuale, fino al costante supporto educativo durante lo svolgimento del tirocinio.
I tre inserimenti sono stati realizzati nell'ambito della Legge 12 marzo 1999, n. 68, che disciplina il collocamento mirato delle persone con disabilità. Una normativa che supera il semplice principio delle quote di riserva e punta invece a costruire percorsi personalizzati, basati sulla valorizzazione delle capacità individuali, sull'individuazione della mansione più adeguata e sul necessario accompagnamento durante l'inserimento professionale.
Per l'Azienda ULSS 5 Polesana questo risultato conferma come l'integrazione tra sanità, servizi sociali e lavoro possa produrre benefici concreti sia per le persone coinvolte sia per l'organizzazione stessa. L'inserimento di lavoratori appartenenti alle categorie protette rappresenta infatti non soltanto l'adempimento di un obbligo previsto dalla normativa, ma soprattutto un investimento in termini di inclusione, valorizzazione delle competenze, responsabilità sociale e crescita della comunità.
“L'inclusione lavorativa rappresenta uno degli strumenti più efficaci per promuovere dignità, autonomia e partecipazione sociale delle persone con disabilità – commenta il Direttore Generale dell'Azienda ULSS 5 Polesana, Mauro Filippi – Questi tre percorsi dimostrano come la riforma dell'assistenza territoriale non sia soltanto un cambiamento organizzativo, ma un'opportunità per costruire risposte concrete ai bisogni delle persone. Quando Casa di Comunità, Punto Unico di Accesso, Servizio Integrazione Lavorativa e servizi territoriali lavorano insieme, si crea una rete capace di accompagnare il cittadino lungo un percorso personalizzato, valorizzandone le competenze e favorendone una reale inclusione nel mondo del lavoro. È questa la sanità di prossimità che vogliamo continuare a costruire”.
